Settore ufficio 2005: fatturato e dati strutturali in Italia. Appunti del presidente Assufficio Paolo Borsani

I dati del settore non lasciano dubbi: il 2005 si è chiuso con una contrazione del fatturato delle aziende del settore mobili per ufficio in calo del -2,1% per un valore complessivo di 1,4 miliardi di euro. La diminuzione del fatturato delle aziende del settore dello scorso anno segue, peraltro, una forte pressione sul fronte dei costi delle materie prime a cui le aziende di questo comparto sono fortemente esposte.

“Rispetto al 2004, in cui i risultati non erano ancora condizionati dall’incremento dei prezzi delle materie prime – afferma Paolo Borsani, presidente di Assufficio – lo scorso anno l’impatto si è concretizzato in modo evidente soprattutto sulla competizione con i prodotti di importazione; su quel segmento di mercato la leva del prezzo è chiaramente a favore dei nostri competitor, e non è un caso che le importazioni siano salite del 6,1%, pur rimanendo una quota piuttosto bassa del mercato italiano. In prospettiva però la sfida competitiva si giocherà nella capacità di differenziare il prodotto italiano, fattore determinante anche per mantenere elevata la nostra capacità esportativa”.

Italia. Settore ufficio 2005: fatturato e dati strutturali
Dati in milioni di euro

2005
var% 2005/2004
Fatturato (prezzi alla produzione)
1.390
-2,1%
Vendite Italia (1)
898
-5,5%
Esportazioni
615
+4,6%
Importazioni
61
+6,1%
– Esportazioni/Fatturato
44,2%
– Impostazioni/Mercato nazionale (2)
6,4%
Imprese (3)
1.580
-1,6%
Addetti
18.384
-1,8%

(1) Vendite Italia: stima del fatturato nazionale delle imprese di produzione (fatturato totale meno stima del fatturato estero).
(2) Mercato nazionale: vendite Italia + importazioni.
(3) Numero totale imprese, compresi artigiani, terzisti, subfornitori.
(Fonte: Centro Studi Cosmit/Federlegno-Arredo, luglio 2006)

I dati riferiti alle esportazioni, peraltro, descrivono un settore in forte crescita sui mercati esteri nonostante le turbolenze congiunturali legate sia ai prezzi delle materie prime sia a rapporti valutari tra euro e dollaro: l’export è cresciuto del 4,6%, arrivando a circa 615 milioni, ovvero circa il 44,2% del fatturato settoriale. Un risultato che ha consentito di mantenere in forte attivo il saldo commerciale per oltre 550 milioni di euro.

Tra i primi Paesi clienti sono soprattutto Francia e Regno Unito, che lo scorso anno hanno visto diminuire le esportazioni rispettivamente del -2% e del -19%. Dato però compensato dalla buone performance di altri Paesi europei come la Spagna (+7%) e la Germania (+23%), di altri Paesi extraeuropei come gli Stati Uniti (+10%) e di Paesi molto promettenti come la Russia, dove le esportazioni italiane di mobili per ufficio sono cresciute del 20%, e come gli Emirati Arabi Uniti dove l’incremento è stato addirittura del 30%.

“Il 2005 si è quindi concluso con note negative per il complesso del settore – continua Borsani –, ma con aspettative positive soprattutto per quanto riguarda il 2006, ed in particolare per il mercato estero. Lo dimostrano i dati del monitoraggio congiunturale del Centro Studi Cosmit/Federlegno-Arredo che, per il primo trimestre 2006, registrano un incremento del 7% del fatturato, incremento significativo anche se si considera l’aumento dei prezzi di produzione di oltre due punti percentuali. La nostra sfida competitiva di medio termine sarà quella di resistere sulla strada della qualità, orientandoci verso un investimento in creatività, in innovazione e in un vero e proprio progetto culturale rispetto alla visione dell’arredamento per l’ufficio. Ciò che invece occorre evitare è il rischio che le imprese, strette tra la necessità di non perdere quote di mercato e la crescita abnorme dei costi produttivi per effetto del rincaro delle materie prime, finiscano per sacrificare la ricerca in tecnologia e design, l’unica vera leva competitiva che può differenziare l’arredamento per ufficio Made in Italy”.

Con questa logica la scelta strategica dell’Associazione è quella di aiutare le imprese ad investire costruendo un contesto favorevole per una innovazione di prodotto, ma anche nuove logiche promozionali. L’Associazione sta portando avanti anche l’attività di sensibilizzazione sulle tematiche legate al benessere sui luoghi di lavori, concentrandosi in particolare sulla necessità di far emergere come, in una logica di medio e lungo periodo, i costi per rendere i luoghi di lavoro più accoglienti e meglio fruibili siano da ripensare in termini di investimento, anziché in termini di costi. Con questo stesso spirito è stato stipulato un contratto di ricerca tra Assufficio/Federlegno-Arredo e il Politecnico di Milano – Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda per studiare e approfondire il tema della qualità ambientale degli spazi ufficio.

“Sono sicuro – conclude Borsani – che la strada dell’innovazione sia quella che può portare il settore a ritrovare tutta la sua forza competitiva e a compensare il forte handicap legato al troppo rigido sistema di costi delle imprese italiane. Lo dimostra il fatto che il momento espositivo di Eimu ha generato un nuovo impulso in termini di proposte, che si è tradotto in un ottimo riscontro di comunicazione e di vendita”.

I dati congiunturali, in effetti, colgono una positiva crescita delle aspettative degli imprenditori. Dall’indagine congiunturale del Centro Studi Cosmit/Federlegno-Arredo emerge una progressivo miglioramento del clima di fiducia delle imprese: oltre il 67% degli imprenditori si attende una crescita degli ordinativi per il terzo trimestre 2006 (rispetto al 2005), mentre per gli ultimi tre mesi dell’anno gli ottimisti salgono al 71%.

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