Il “Rapporto di Previsione sul Settore del Mobile in Italia nel 2011” presentato il 19 Novembre da CSIL al Seminario al Palazzo delle Stelline di Milano presenta i pre-consuntivi per il 2010 e le previsioni per il 2011-2012 per le “variabili chiave” del settore del mobile in Italia: produzione, consumo, commercio estero, prezzi, competitività e domanda estera.
Nel rapporto viene focalizzata l’attenzione sui modelli di impresa del settore del mobile che hanno maggiormente resistito alla crisi, viene fatto un confronto con le aziende tedesche e proposta un’analisi dettagliata sulle previsioni del 2011 relative ai comparti dei mobili per ufficio, mobili imbottiti, mobili per la cucina e mobili per la casa.
Dal rapporto scaturisce che dopo un biennio di decisa contrazione, la produzione di mobili Italia nel 2010 registra una timida ripresa: +1,5% rispetto all’anno precedente calcolata a prezzi costanti, un incremento non sufficiente a ripristinare i livelli produttivi ante-crisi.
La crescita produttiva è la risultante di una crescita sia della domanda interna sia di quella estera.
Il consumo interno di mobili è, infatti, cresciuto dell’1,4% a prezzi costanti, mentre l’export ha registrato un aumento del 3,7%.
All’estero la domanda di mobili italiani ha vissuto un recupero modesto se rapportato al forte calo registrato nel biennio precedente.
Gli incrementi maggiori si sono avuti nei principali mercati di riferimento europei, ma segnali incoraggianti arrivano anche dal mercato statunitense, nonostante le difficoltà create agli esportatori italiani dall’apprezzamento della valuta europea negli ultimi mesi.
Il quadro 2010 è completato da un incremento delle importazioni (+11,7% a prezzi costanti).
Nel 2011 lo scenario previsivo per il settore in Italia risente nuovamente dell’incertezza che contraddistingue la ripresa dell’economia a livello mondiale. Già nella seconda metà del 2010 la ripresa produttiva ha perso lo slancio di inizio anno e le previsioni per il 2011 risentono di questo rallentamento della ripresa.
Le preoccupazioni maggiori provengono dal mercato del lavoro poiché i livelli di disoccupazione restano elevati.
Il reddito disponibile delle famiglie riprenderà a crescere ma non significativamente e ciò penalizzerà nuovamente la propensione all’acquisto di mobili. Il consumo è così previsto solo in lieve crescita (+0,8% a prezzi costanti), grazie anche all’apporto delle importazioni, il cui aumento si stima nella misura del 8%.
All’estero la domanda di mobili italiani si rafforzerà con una conseguente crescita dell’export intorno al 3% in quantità, in seguito ad un adeguamento dei prezzi per mantenere competitivi i mobili italiani nonostante l’euro forte.
Quanto appena descritto comporterà un aumento della produzione nel 2011 dello 0,9%. Si tratta dunque di una crescita ancora debole, che penalizzerà quelle aziende che nell’ultimo biennio hanno dovuto comprimere i margini per restare sul mercato.
Fonte CSIL.
CSIL – Centro studi industria leggera, è un centro indipendente di ricerca economica e di consulenza per lo sviluppo, fondato a Milano nel 1980, su base cooperativa, da un gruppo di economisti ed esperti con diverse specializzazioni.

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