Lampadine a risparmio energetico: falso mito?

Dal 1 gennaio 2011 saranno messe al bando le tradizionali lampadine a incandescenza, sostituite da quelle a fluorescenza, ritenute a risparmio energetico.

Si oppongono ai contenuti del decreto sia Assoluce (Associazione nazionale delle imprese degli apparecchi di illuminazione) sia Apil (Associazione dei professionisti dell’illuminazione), che avvieranno una serie di iniziative per contrastare la normativa.

Secondo dati recenti, infatti, le nuove lampadine a fluorescenza consumano solo poco meno di quelle tradizionali (a incandescenza), ma comportano maggiori problemi di smaltimento e inquinamento, dovuto all’ingente quantità di mercurio contenuto che, ad ogni sostituzione, si disperderà nell’ambiente. Solo due stabilimenti a livello europeo, sono infatti in grado di smaltirle.

Inoltre, una ricerca della Professional Lighting Designers’ Association, condotta dall’architetto Gad Giladi, conferma che per produrre le lampadine a fluorescenza è necessario un dispendio di energia superiore a quello richiesto per  realizzare le lampade di vecchio tipo.

Per ottenere un reale risparmio energetico, quindi, risulta fondamentale considerare l’intero ciclo di vita del prodotto. E attuare scelte strategiche, quali “la diminuzione del livello di illuminazione nelle città dopo una certa ora” sostiene Cinzia Ferrara, Presidente Apil.

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