Secondo un rapporto economico di DataBank, business unit di Cerved Group specializzata nelle analisi di marketing settoriali, la produzione di mobili per ufficio in Italia negli ultimi cinque anni è calata da quasi un miliardo e mezzo di euro a 903 milioni di euro; quest’anno ci sarà un’ulteriore perdita per il settore (-25%) e la ripresa economica ci sarà solo nel 2013.
Nel rapporto di DataBank si sottolinea che uno dei problemi del settore arredo ufficio italiano è rappresentato dalla struttura produttiva frammentata, con circa 2.900 imprese, di cui le prime sette detengono una quota di mercato del 30%. Inoltre, anche se la concorrenza straniera non ha ancora un impatto preoccupante sull’andamento delle aziende italiane, considerando che gli arredi “Made in Italy” sono molto apprezzati sui mercati internazionali, la crescita progressiva dell’incidenza straniera sul mercato segnala la competitività dei prodotti stranieri compresi quelli provenienti dai paesi con bassi costi di produzione.
Il rapporto anticipa inoltre che la ripresa del settore del mobile per ufficio sul mercato italiano sarà lenta, anche a causa del forte impatto dell’attuale crisi economica generale, aggravata dal blocco degli investimenti pubblici. Un problema quest’ultimo che l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha quantificato nel 2011 in una riduzione degli investimenti in costruzioni del 5,4% in termini reali; e per il 2012 la previsione è di un’ulteriore contrazione del – 3,8%.
I dati più negativi, secondo i costruttori italiani, sono da attribuire alla nuova edilizia abitativa che calerà del 6% nel 2012; anche per l’edilizia non residenziale privata la flessione nel quinquennio è rilevante: – 23,3% con una previsione per il 2012 del – 4%. Per l’edilizia pubblica, il calo nello stesso periodo è del – 37,2%, – 8% per il 2012.
E’ in questo contesto che si muovono i produttori di mobili per ufficio, per i quali il segmento più rilevante per il settore continuerà ad essere nei prossimi anni quello dell’arredo operativo (45,4% della produzione), che potrà beneficiare – osserva il rapporto – della seppur lenta ripresa degli investimenti sui mercati di sbocco e della necessità delle aziende clienti di adeguare gli arredi alle normative. Per questo settore, i primi segnali concreti della ripresa si inizieranno ad intravedere il prossimo anno, per poi migliorare nel 2014 quando la produzione raggiungerà i 438 milioni di euro rispetto ai 404 milioni del 2012.
Il seating, secondo segmento per importanza, seguirà un andamento analogo, pur scontando la concorrenza dei prodotti di importazione a basso costo. Anche in questo caso, l’incremento della produzione subirà un’impennata nel 2014, con un +4,1% sul 2012.
Un capitolo a parte merita il segmento delle pareti, penalizzate in questi anni dagli alti costi medi unitari e dalle difficoltà di esportazione per problematiche legate al montaggio. Questo settore potrà avvantaggiarsi nel medio termine dalla necessità delle aziende di riorganizzare gli spazi di lavoro, a seguito delle ristrutturazioni avvenute. L’incremento della produzione passerà dai 222 milioni del 2012 ai 248 milioni del 2014 (+3,1%).
Infine, il direzionale: è questo il segmento che avrà le maggiori difficoltà a recuperare il segno positivo. Infatti, tra il 2012 e il 2014 la crescita di questo settore produttivo sarà solo dello 0,5%, passando dai 94 ai 95 milioni di euro.
Fonte: La Repubblica-Affari Finanza – n. 34 – 22 Ottobre 2012
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