Dati, statistiche, analisi di mercato descrivono una situazione economica inquietante per il tasso di disoccupazione, aumenti della cassa integrazione e dei numeri dei fallimenti ma le previsioni sono di una futura ripresa….
La verità è che oggi la situazione di molte aziende è critica e le speranze svaniscono di fronte ad una crisi senza fine che costringe aziende leader, solide fino a poco tempo fa, a chiudere i battenti.
Anche la Castelli di San Giovanni in Persiceto, storica azienda bolognese nata nel 1877 e da 140 anni leader nella produzione di arredo per ufficio, è stata messa in liquidazione.
La notizia è arrivata da Monaco, in Germania, dove ha sede il quartiere generale del fondo Mutares che nel 2012 ha acquisito la Castelli.
Secondo quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato e oggi comunque ancora direttore generale, l’ingegner Paolo Dell’Aquila “il piano di sviluppo messo a punto due anni fa prevedeva un certo livello di fatturato annuo e nel 2013 è stata raggiunta meno della metà di quella cifra”. Una ripresa, quindi, che anche se molto lentamente, negli ultimi mesi stava finalmente arrivando. In effetti, la Castelli aveva già dovuto affrontare problemi di liquidità e un periodo di forte crisi che aveva costretto l’azienda ad effettuare negli ultimi anni tagli e riduzione del numero delle sedi e degli show-room. Quello che è certo è che dopo la chiusura degli stabilimenti di Ozzano e Imola, ora l’azienda cessa anche l’attività nell’ultima sede.
La paura è che un futuro compratore potrebbe essere interessato soltanto al marchio Castelli e ai suoi 140 anni di storia internazionale e non ai suoi dipendenti.
Tanta amarezza e sconforto davanti ad un’altra azienda leader nell’arredo per ufficio che rinuncia a lottare e scompare dallo scenario della storia del design italiano.
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