Osservando alcuni dati presentati da Nielsen, leader mondiale nelle analisi di mercato, si riscontra che nel primo trimestre 2011 gli investimenti pubblicitari su quasi tutti i mezzi di comunicazione sono calati notevolmente rispetto allo stesso periodo del 2010, ad eccezione di quelli su internet che sono cresciuti del + 14,9%, così come quelli riferiti alle direct mail, aumentati del +1,0.
Internet è quindi attualmente il canale più utilizzato per investire in pubblicità, come si era già constatato dai dati del 2010.
Al contrario, la stampa rimane profondamente in crisi, soprattutto la free press per la quale si registra un calo degli investimenti del -54,1%; così come in crisi è il mezzo televisivo dove si rileva una diminuzione degli investimenti del -2,9%, e la radio (-5,0%).

Il canale Internet risulta inoltre vincente anche in termini di diffusione: osservando il nuovo report trimestrale sulla diffusione dell’online e i dati di audience di Marzo 2011 in Italia realizzati da Audiweb trends, si nota una crescita costante.
La disponibilità di un collegamento ad internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio o altro) e attraverso qualsiasi strumento è indicata dal 71,5% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni (34,4 milioni), con un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Per quanto riguarda i differenti luoghi di accesso prevale la disponibilità di accesso da casa, che raggiunge 32,4 milioni di italiani nella fascia considerata, cresce quella da luogo di lavoro, disponibile per il 40,9% della popolazione occupata (9,3 milioni), mentre si registrano percentuali di penetrazione inferiori per quanto riguarda l’accesso da luogo di studio e da altri luoghi quali internet point, biblioteche, ecc. Infine ,è disponibile per 7,3 milioni di individui un accesso da cellulare, smartphone, palmare ecc,
Il profilo professionale di chi dichiara di avere un accesso a internet risulta abbastanza elevato, con i più alti livelli di concentrazione tra gli imprenditori e liberi professionisti (97,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (97,4%), gli impiegati e gli insegnanti (93,8%).

”
Potrebbe interessarti:
- None Found