Il settore del mobile in Italia nel 2008: consumo interno, commercio estero, prezzi

Nel 2007 il consumo interno apparente di mobili mostrerà un andamento ancora positivo (+0,8% a prezzi costanti), pur crescendo a ritmi più moderati rispetto al 2006. Nonostante gli incrementi del reddito disponibile e della ricchezza finanziaria, sono intervenuti alcuni elementi frenanti, quali il peggioramento del clima di fiducia delle famiglie, l’aumento dei tassi di interesse dei mutui e la presenza di incentivi fiscali sul mercato di altri beni durevoli concorrenti.

Nel 2008 la propensione al consumo di mobili ricomincerà a salire lievemente (+1,2% a prezzi costanti) grazie all’attenuarsi dell’azione di contenimento esercitato dalla politica di bilancio e alla crescita del reddito disponibile, favorito dall’espansione dell’occupazione e dall’aumento delle retribuzioni procapite e del reddito da lavoro autonomo. Inoltre i consumi di mobili beneficeranno del termine del periodo di applicazione degli incentivi fiscali erogati per auto ed elettrodomestici.

Nel 2007 le vendite realizzate all’estero dalle imprese italiane hanno mostrato una certa dinamicità, con una crescita a prezzi costanti del +4,8%, nonostante le difficoltà determinate dal tasso di cambio del dollaro-euro su livelli molto alti e nonostante i primi segnali di rallentamento della domanda emersi a livello internazionale. Sono soprattutto i mercati europei a sostenere la crescita del valore delle esportazioni, mentre si confermano le difficoltà sul mercato statunitense. Piuttosto sostenuti sono risultati i tassi di incremento delle vendite in Francia, Spagna e Russia.

Nel 2008 si presume che le incertezze che caratterizzano lo scenario globale, relative in particolare al rallentamento statunitense, non abbiano un impatto così negativo sulla domanda estera di mobili rivolta all’Italia, data la composizione geografica delle esportazioni. Se sui mercati dell’Unione Europea a 15 Paesi, infatti, la domanda interna comunitaria compenserà almeno in parte le ripercussioni negative derivanti dal rallentamento statunitense, sugli altri mercati eserciterà un certo ruolo nel mantenere dinamica la domanda rivolta alle imprese italiane il peso dei Paesi dell’Europa orientale e della Russia, attesi in espansione, seppure in decelerazione rispetto al 2007. Si prevede, dunque, che l’anno chiuda con un +3% di vendite all’estero a prezzi costanti.

Nel 2007 le importazioni confermano un andamento piuttosto dinamico, seppure in decelerazione rispetto al 2006, con un tasso di crescita del +9,6% a prezzi costanti. Prosegue il robusto aumento delle importazioni dalla Cina sia in valore che in quantità.

Nel 2008 lo sviluppo favorevole della domanda interna consentirà una crescita sostenuta delle importazioni, pari al +8,6% a prezzi costanti, anche se le importazioni copriranno ancora poco meno del 15% del mercato interno, a causa della ridotta apertura di alcuni comparti del mobile (cucina soprattutto, ma anche ufficio) ai prodotti esteri.

Nel 2007 fattori connessi all’aumento dei prezzi delle materie prime legnose e non, dell’energia e delle retribuzioni stanno conducendo ad un aumento dei prezzi alla produzione intorno al +2,2%.

Nel 2008 oltre ad un ulteriore aumento dei prezzi degli input energetici e delle principali materie prime, si prevede una nuova crescita delle retribuzioni conseguente agli esiti delle trattative ancora in corso per il rinnovo del contratto nazionale di settore. Tuttavia il permanere del tasso di cambio dollaro-euro su livelli elevati, oscillanti in media attorno a 1,4, calmiererà, almeno in parte, gli incrementi delle materie prime. Tali fattori, insieme alla necessità di mantenere la competitività sui mercati esteri e di non deprimere una domanda interna in crescita, ma ancora incerta, concorreranno nel determinare un aumento dei prezzi alla produzione intorno al +1,7%.
(a cura di Csil, dicembre 2007)


Il settore del mobile in Italia nel 2008:

Il quadro macroeconomico

Consumi, occupazione, investimenti, domanda

Le previsioni


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