| Dopo tanta curiosità, speranze e una grande attesa degli operatori del settore, si è concluso il Salone Ufficio 2011, importante manifestazione biennale per il comparto dell’arredo ufficio. Speranze e attese perché era dal 2008 che questa fiera non si svolgeva; l’edizione del 2010 era saltata per la congiuntura economica sfavorevole e le incognite che aleggiavano attorno al settore e alla manifestazione erano molteplici.
Il 12 aprile finalmente la fiera ha aperto i battenti della sua quindicesima edizione, vediamo con quali risultati. Come da aspettative, gli espositori non erano molti,129 aziende su una superficie di 14.800 mq, contro le 163 dell’edizione precedente su una superficie di 20.000 mq. Non solo la presenza numerica è stata inferiore alle altre edizioni, è venuta meno soprattutto l’offerta di alcune importanti aziende da sempre fedeli espositrici. In generale abbiamo rilevato una dimensione più contenuta degli stand, ma quello che ha più colpito è stata l’assenza di vere e proprie novità. In termini di visitatori, malgrado la calma dei primi due giorni, la situazione non è stata troppo negativa, la presenza di numerosi visitatori stranieri ha mantenuto fede alle aspettative. Per quanto riguarda l’offerta merceologica, come sempre la manifestazione SaloneUfficio ha messo in mostra il meglio della produzione del settore. Una delle tendenze emerse è creare ambienti di lavoro sempre più simili a spazi domestici, che garantiscano il comfort a chi lavora, in una sensazione di tranquillità domestica. Da qui le proposte di sistemi d’arredo utilizzabili in modo “trasversale” che sanno interpretare in maniera diversa il mondo della casa e dell’ufficio. Sempre con l’obiettivo di creare ambienti di lavoro confortevoli, contemporanei e di grande suggestione, i sistemi d’arredo offrono una maggiore cura degli aspetti estetici più che tecnici. Grande importanza viene data all’utilizzo di colori chiari, finiture ricercate, laccature lucide, vetri colorati e legni particolari. Nei direzionali si impiegano materiali eleganti, ad esempio il cuoio, usato perfino per decorare contenitori e reception. Tutto questo con un occhio sempre più attento al contenimento dei costi. La semplificazione delle scrivanie è favorita anche dalla diminuzione delle attrezzature necessarie sul piano di lavoro: gli schermi piatti e l’uso di computer portatili richiedono un piano meno profondo (la normativa tecnica infatti non richiede più l’obbligatorietà degli 80 cm). Questa riduzione degli ingombri consente il recupero dello spazio da dedicare ad altre aree comuni (relax, lounge, attesa ecc.). Anche nell’ambito delle sedute operative e direzionali, il mercato è sempre più attento alla riduzione dei costi, ma non può prescindere dalla qualità: questo risultato è spesso raggiunto anche grazie all’utilizzo di materiali riciclabili, spesso monomaterici, assemblati meccanicamente senza l’impiego di collanti. In ultimo le pareti mobili, una tipologia di prodotto che probabilmente ha già espresso tutte le sue potenzialità, declinando moduli vetrati mono o bi lastra in qualsiasi soluzione. La guerra del profilo più sottile è già superata e solo una visione completamente innovativa potrà portare una rivoluzione in questa famiglia di prodotti. Una fotografia puntuale di un settore ancora fortemente in crisi che soffre della mancanza di fatturati, di lavori importanti e soprattutto di idee. Solo poche le eccezioni di aziende in crescita e con una strategia commerciale e di sviluppo ben chiara, che in momenti di mercato così difficili premia ancor di più gli imprenditori più lungimiranti. |
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