Il design Driade si estende all’illuminazione

Tempio milanese del design per la casa, tra modernità e artigianalità cosmopolita, Driade estende la sua produzione d’eccellenza anche all’illuminazione. Non si tratta, beninteso, di luce tecnica o di servizio. Ma di un’illuminazione d’atmosfera, sontuosa, che trova nel lampadario la tipologia d’elezione, e nella famglia di oggetti di Driadekosmo la naturale collocazione.

Un lampadario – anzi cinque – inteso come perno centrale dello spazio, oggetto carico di memorie, di valenze simboliche, di magia.

I cinque sofisticati lampadari di Driade hanno stile ineccepibile e diversa provenienza culturale.

Living in clover
, del giovanissimo Jason Ong è una lampada a sospensione dai petali in polipropilene color avorio perlato, che evoca ali di farfalla, candidi fiori o fogli di origami, diffondendo una luce calda e onirica.

The Empire è una trionfale scultura dai mille riflessi, che ricorda i lampadari alla veneziana strizzando l’occhio all’Art Déco. Disegnato da Ninchi&Locatelli, è una costruzione architettonica a più livelli, dove gli specchi moltiplicano il gioco della luce.

Fireworks è un omaggio ai mobiles di Calder, una ricerca di luce nel mondo sottile dell’aria. Il designer belga Xavier Lust disegna un sistema di luci, perfetto per un lungo tavolo da pranzo, che oscilla lievemente, “bilanciato nel suo mobile disequilibrio”.

E ancora: Grape I di Giuseppe Chigiotti e Alice’s Chandelier completano questa serie di oggetti per la luce, che Driade – tra magia e stupore, eleganza e incanto – regala all’ambiente della casa.

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