Furniture China 2008, Shangai

Shanghai ha ospitato – dal 13 al 15 settembre 2008Furniture China, 14a edizione della fiera dedicata al settore del mobile e suddivisa nelle aree casa, ufficio, cucine, accessori e macchine per la lavorazione del legno.

Oltre 2.000 gli espositori quasi tutti asiatici – distribuiti nei padiglioni del moderno New International Expo Centre, su una superficie complessiva di 350.000 mq. La presenza delle aziende europee, in decisa minoranza, era concentrata soprattutto nei padiglioni dedicati alla casa e al design, in particolare nel settore Imbottiti. Tratto comune delle aziende più strutturate si rivela l’uso di colori forti e l’utilizzo di materiali come la pelle, anche se non sempre di alta qualità.

Tra gli stand, un’atmosfera di grande fermento e decisa propensione all’acquisto, una differenza netta rispetto alle Fiere occidentali in cui gli obiettivi commerciali si intrecciano spesso alla curiosità e all’interesse per novità e tendenze future.

Office Furniture
La netta prevalenza asiatica tra le 180 aziende espositrici si conferma anche nel settore dedicato all’ufficio. Dal punto di vista merceologico, si passa da prodotti spudoratamente imitati e molto economici, a una selezione di mobili interessanti presentati da aziende serie, che rispettano criteri qualitativi di base (vedi Photogallery).

Oltre a sistemi di arredo, contenitori e accessori, si segnala una consistente presenza di sedute, anche se non particolarmente originali o innovative. Grande assente: la parete divisoria da ufficio.

Per quanto riguarda l’arredo, la proposta migliore è stata offerta da Sunon, colosso cinese della produzione di arredamento per ufficio, che corrisponde – per design, qualità e finiture – a un livello medio del mercato europeo.

La presenza irrilevante di visitatori provenienti dall’Europa o altri continenti, conferma “Furniture China” come manifestazione di successo soprattutto per il mercato asiatico: fatto che si giustifica, tra l’altro, per il posizionamento dei prezzi – bassi e troppo concorrenziali per l’Occidente – e per la qualità non sempre elevata dei prodotti.

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