Francesco Mio racconta ad OfficeBit l’acquisizione di FARAM

La redazione di OfficeBit.com ha incontrato nella sede della Faram a Giavera del Montello Francesco Mio, AD della Mio Dino – azienda storica produttrice di arredi per ufficio da oltre 60 anni – protagonista del settore ufficio in questo fine 2009.
Francesco Mio è un imprenditore dalle idee molto chiare e determinate, proveniente da una famiglia dalle forti tradizioni. Il padre, Dino Mio fondatore del gruppo scomparso lo scorso anno, ha saputo trasferire con grande efficacia ai figli e ai nipoti la passione per il lavoro.
Il gruppo Mio Dino – Faram, operante in tutto il mondo, può contare su 589 dipendenti per un totale di oltre 100 milioni di fatturato consolidato.

Francesco Mio, negli ultimi tempi abbiamo sentito parlare di lei riguardo l’acquisizione Faram e la gara relativa alla fornitura degli arredi della regione Lombardia, ce ne può parlare?
Certamente, l’idea di acquisire il pacchetto di maggioranza della Faram l’avevamo maturata da lungo tempo e finalmente siamo riusciti a realizzarla. Crediamo molto nel potenziale dell’azienda e lo sviluppo dei prossimi anni lo confermerà.
Per quanto riguarda la gara relativa alla nuova sede della Regione Lombardia, abbiamo partecipato e proposto le migliori condizioni.

Come è avvenuta l’operazione di acquisto della Faram in un periodo di crisi di mercato come questo? Una decisione in controtendenza rispetto all’andamento generale. Ci potrebbe spiegare i termini dell’operazione?
L’azienda è stata ricapitalizzata per € 9.100.000 di cui abbiamo sottoscritto subito il 35%, passando già ad oggi al 51%. Veneto Banca detiene il 20% e il 29% è ancora in mano al fondo Alcedo che prevede di uscire dall’investimento nel giro dei prossimi 12 mesi.

Quale sarà l’assetto societario di Faram alla fine dell’operazione?
Sostanzialmente la famiglia Mio detiene il 51% e un diritto d’acquisto per arrivare all’80%, mentre il restante 20% rimarrà nelle mani di Veneto Banca.

In che condizioni ha trovato Faram?
Faram è un grande marchio che come altre aziende ha passato un momento difficile, oggi superato, ma ho trovato in azienda un managment molto coeso e fiero di lavorare per questo marchio che ha saputo affrontare i momenti difficili con grande determinazione e spirito aziendale.

Ci sono in atto dei cambiamenti a livello di management?
La squadra Faram è composta dal direttore commerciale Libero Gregoletto, dal direttore vendite Enrico Venesia, e dal direttore operations Silvano Pollesel; all’estero ci siamo organizzati con i country manager Bruno Marin, Enrico Tonso, Dino Pase e Filippo Girardi.

Come è composto il consiglio di amministrazione attuale?
Il consiglio di Amministrazione è oggi formato da Francesco Mio (presidente e amm.re delegato), Paolo Mio (consigliere e figlio di Francesco), Gianpaolo Mio (consigliere e fratello di Francesco), un consigliere in rappresentanza di Veneto Banca ed uno rappresentante il fondo Alcedo.

Come prevede di chiudere il 2009?
L’anno è stato molto difficile, la congiuntura economica globale non ha risparmiato il nostro gruppo, la previsione di chiusura della Mio Dino dovrebbe essere -11% mentre quella di Faram -16% rispetto al 2008.

Quali sono le sue previsioni per il 2010?
Per quanto riguarda la Mio Dino continueremo nel tracciato di questi ultimi anni, puntando sui mercati internazionali, come Emirati, est europeo e ovviamente Europa centrale. La previsione per il fatturato è positiva in crescita, ma quello che mi dà maggior fiducia è un portafoglio ordini firmato per il 2010 pari all’80% del totale fatturato 2008.
Per quanto riguarda Faram, la situazione non è molto diversa e la strategia di sviluppo seguirà la storia di questo grande marchio che si è posizionato presso la clientela più prestigiosa sia a livello nazionale che internazionale. Il portafoglio ordini acquisito per il 2010 di Faram equivale al 45% del fatturato 2008 grazie all’acquisizione di importanti progetti su nuovi prestigiosi clienti.

Nel 2010 dovrete gestire due marchi, quali saranno le strategie commerciali?
I due marchi proseguiranno commercialmente con due canali separati, la forza vendita e i singoli brand verranno mantenuti rigorosamente divisi. Nei mercati in cui non siamo presenti studieremo il modo di proporci integrati, mentre nelle aree in cui siamo presenti manterremo le strutture attuali cercando di svilupparle.

L’incontro con Francesco Mio è stato molto piacevole e ho apprezzato la positività dell’imprenditore per la visione chiara del prossimo futuro. Mi auguro vivamente che questa imprenditoria possa essere di esempio e di stimolo per tutto il nostro comparto.

ALESSANDRO ROJ

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