Etfe, il polimero plastico che rivoluziona l’architettura

Etfe, etilene tetrafluoroetilene, è il polimero plastico che sta cambiando il volto dell’architettura moderna.

Edifici morbidi come cuscini grazie all’ETFE, un materiale plastico che contiene fluoro. Viene utilizzato dagli anni ’80 in architettura per le sue eccezionali caratteristiche: L’ETFE, infatti, è trasparente come il vetro ma, rispetto ad esso, pesa 99% in meno, resistente, isolante e semplice ed economico da installare, è totalmente permeabile alla luce e ai raggi UV ed è totalmente riciclabile.

L’ETFE è un materiale sostenibile per la sua riciclabilità e perché per la trasparenza e l’isolamento termico che lo caratterizzano, consentono di risparmiare energia per l’illuminazione artificiale e la climatizzazione.
È ormai da circa una quindicina di anni che architetti e ingegneri hanno cominciato a sostituire il vetro e altri materiali tradizionali con questo polimero termoplastico in opere ambiziose e futuristiche in varie parti del mondo; dallo stadio olimpico di Pechino alla Cornovaglia, passando per Milano.

Un esempio è lo spettacolare Centro Acquatico Nazionale di Pechino realizzato in occasione delle Olimpiadi del 2008. Ma l’attenzione sulle potenzialità straordinarie dell’Efte risale già a qualche anno prima con la realizzazione dell’imponente Eden Project in Cornovaglia.
Progettato dall’architetto Nicholas Grimshaw nel 1996 e ultimato nel 2001, l’Eden Project è considerato uno degli esempi più notevoli di architettura sostenibile al mondo. Si tratta di una serra che ricrea il mondo vegetale in tre semisfere immense, appoggiate sul fondo di una vecchia cava di argilla abbandonata. Le cupole geodetiche sono composte da un’armatura metallica che supporta esagoni di Etfe incastrati l’uno nell’altro come un puzzle.

A sfruttare le potenzialità che il materiale poteva avere in ambito edilizio fu Stefan Lehnert, l’ingegnere di Brema che nel 1982 ha fondato Vector Foiltec, società specializzata nella produzione e design di involucri e pannelli in Etfe, e oggi tra le più ricercate tra gli studi di architettura e le e società edilizie di tutto il mondo.

E ancora, i lavori di rivestimento della piazza entrale della Nuova sede della regione Lombardia progettato dal raggruppamento Pei Cobb Freed & Partners, Caputo Partnership e Sistema Duemila; il complesso della Nuova sede è composto da sei edifici – tra cui spicca il grattacielo di 42 piani e 161,3 m – al centro dei quali si trova la grande piazza: 4000 mq di superficie ricoperti da una volta trasparente a forma di occhio, costituita da cuscini pneumatici di Efte e sorretta da una struttura metallica reticolare “Ricoprire una superficie di tali dimensioni con il vetro o altri moderni materiali plastici era pressoché impensabile fino a una ventina di anni fa, soprattutto per via della pesantezza che poteva provocare rischi di crolli.

Il maggiore punto di forza di questo polimero è certamente il peso, con solo l’1% rispetto al vetro, ma è anche estremamente resistente, trasmette più luce, non si degrada né sotto i raggi ultravioletti né per l’aggressione degli agenti inquinanti presenti in atmosfera, ed essendo autoadesivo, inoltre, fa si che le coperture si auto puliscano in caso di pioggia.
Costruzioni sempre più futuristiche e spettacolari: in Italia, oltre all’opera milanese, i cuscini della Vector Foiltec sono stati impiegati alle Terme Sillene di Chianciano e per le cantine Ceretto di Alba.

”

daily.wired.it/news/tech/etfe-come-un-cuscino-di-plastica-rivoluzionera-l-architettura.html#content

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