Tra l’open space e privacy: le soluzioni intermedie!

Si è parlato tanto negli ultimi dieci anni dei benefici degli spazi di lavoro aperti ma ora che sono dappertutto, è necessario capire se l’open space oltre a diminuire l’isolamento e a favorire la collaborazione tra i dipendenti abbia in se anche degli svantaggi.

In effetti non si può negare che la condivisione di spazi tra dipendenti sia causa di distrazione e insoddisfazione: impiegati frustrati, che desiderano più privacy. Ecco alcune soluzioni che cercano di trovare il compromesso tra i fattori positivi e negativi dell’open space.

L’open space non dovrebbe azzerare del tutto la privacy . Un lavoro aperto non è quello in cui ogni dipendente può vedere chiaramente in tutto l’ufficio a 360 gradi, con il 100% di visuale. L’ideale sarebbe un ambiente o un “ecosistema” che aggrega in modo efficace il lavoro aperto, le conferenze e gli spazi collettivi ma anche la concentrazione. Soluzioni semplici come high-backed posti a sedere sala instant privato, spazi per riunioni estemporanee.

Attraverso mobili componibili, e quindi adattabili, è possibile creare uno spazio di lavoro aperto, realizzando distinte zone di lavoro e / o quartieri della squadra che possono essere trasformate e riadattate secondo l’esigenza specifica (ad esempio stazioni di touchdown per il lavoro individuale, aree lounge, semi-private ??separate per la riunione pianificata) per offrire al momento giusto anche privacy e barriere acustiche necessarie.

Con un “ufficio Workbay”, inoltre, è possibile fornire ai dipendenti spazi unici creati per controbilanciare il solito spazio aperto. Qui, i dipendenti selezionano la situazione di lavoro – sia esso spazio aperto, luogo di ritiro o area community -, che meglio si adatta al loro compito o mansione da svolgere nell’arco dell’intera giornata lavorativa.

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