CDP Tecnopolo Tiburtino (Roma)

Architetti: Umberto Berti (studio della compagnia del progetto di Roma)

Cliente: Cdp Tecnopolo Tiburtino

Tecnologie in trasparenza. I 3 mila metri lineari di pareti divisorie in vetro stratificato delimitano gli spazi lavorativi dove tutti gli impianti tecnologici sono lasciati a vista per un effetto high- tech.
ll reticolo delle condutture è messo in evidenza dal soffitto trasparente in vetro. Per chiudere gli spazi e isolare acusticamente gli ambienti, dove lavorano circa 500 persone, i vetri sono in stratificato e le parti cieche in cartongesso. 
Roma, 2009. Il Tecnopolo Tiburtino accoglie iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico. Con una sede in cui la parola d’ordine è “tecnologia e trasparenza” anche dal punto di vista visivo, è necessario un intervento dalle spiccate caratteristiche di fonoassorbenza.
La struttura accoglie professionisti, architetti, ingegneri e designers. Un’area specifica di specializzazione del Tecnopolo è destinata allo studio del suono e delle attrezzature per l’amplificazione nelle/delle sale acustiche. Il progetto dell’architetto Umberto Berti (Studio Compagnia del progetto di Roma) predispone pareti in vetro che intercettano i locali dove tutti gli impianti di condutture e tecnologici sono a vista.
Il reticolo di tubi (acqua, corrente elettrica, trasmissione dati) è completamente visibile attraverso i soffitti vetrati. Per ottimizzare la chiusura degli spazi e isolare acusticamente gli ambienti i vetri sono in stratificato e le parti cieche sono in cartongesso.

Le pareti sono da catalogo nella linea Equo e corrono lungo 3 mila metri lineari.
Il risultato risponde alle forti necessità di isolamento acustico degli spazi in cui lavorano circa 500 persone.

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