L’illuminazione valorizza e tutela le opere grafiche di Albrecht Dürer

iGuzzini per il Museo della Stampa Remondini

Palazzo Sturm a Bassano del Grappa, noto per il suo belvedere che offre una vista unica sul fiume Brenta e sul Ponte degli Alpini, accoglie il Museo della Ceramica Giuseppe Roi e il Museo della Stampa Remondini.

Quest’ultimo, dedicato alla tipografia e calcografia della celebre famiglia bassanese di imprenditori grafici, ospita fino al 19 gennaio 2020 la collezione Remondini, la raccolta più importante e completa al mondo – dopo quella dell’Albertina Museum di Vienna – dell’opera grafica di Albrecht Dürer, illustre pittore, incisore, matematico e trattatista tedesco.

Le 214 incisioni sono esposte su due piani di Palazzo Sturm adibiti alle mostre temporanee: il quarto, composto da 5 sale con soffitti affrescati, e il quinto, una grande sala open space con il soffitto con travi in legno. Le opere comprendono le serie complete dell’Apocalisse, della Grande Passione, della Piccola Passione e della Vita di Maria e soprattutto la celebre incisione del Rinoceronte, realizzata per l’Imperatore Massimiliano, a ricordo dell’esotico animale destinato al Papa ma che non arrivò mai a Roma, vittima di un naufragio di fronte alle coste liguri.

Il progetto di illuminazione con iGuzzuni

Il progetto di illuminazione della mostra, realizzato con apparecchi iGuzzini, ha dovuto tenere conto della delicatezza delle incisioni di Dürer e, per questo, l’architetto Alessandro Pedron ha pensato di costruire delle teche espositive in acciaio e vetro adatte a ospitare anche il nuovo sistema di illuminazione. Esse sono state concepite come un elemento che gode di luce autonoma dimmerabile e dotato di interfaccia Bluetooth con un beacon, già integrato, per controllare i corpi illuminanti e trasmettere contenuti di varia natura.

Le teche sono tutte dotate di un braccio che ospita Laser Blade XS, il più piccolo downlight lineare qui utilizzato per l’illuminazione diretta delle opere, mentre per l’illuminazione indiretta dell’ambiente (ma diretta dei soffitti) si è optato per apparecchi Underscore 15.

Per evitare il deterioramento delle opere a causa della continuativa esposizione alla luce artificiale,  è stato richiesto un livello di illuminamento di 50 lux e inserito anche un sensore di presenza che, all’uscita dei visitatori da ogni sala, disattiva automaticamente l’illuminazione dei Laser Blade XS.

L’illuminazione indiretta, invece, è sempre funzionante e dimmerata al 60%. Il sensore di presenza è installato sotto la prima teca e si attiva quando il visitatore comincia il percorso museale, accendendo tutte le altre teche della sala per un tempo di due minuti. Terminata la visita, l’illuminazione rimane attiva per altri due minuti per poi spegnersi automaticamente. Nell’open space del quinto piano, dove lo spazio è più ampio e il visitatore necessita di un tempo maggiore per la visita, la durata dell’illuminazione è leggermente più lunga e dettata da due diversi sensori, di cui il secondo di 3 minuti.

Per garantire le migliori condizioni di conservazione delle opere esposte da un punto di vista illuminotecnico e per massimizzare l’esperienza di visita, iGuzzini ha messo a disposizione due ulteriori strumenti tecnologici. Da un lato, l’app iGuzzini Smart Light Control permette di programmare e gestire l’impianto direttamente da smartphone grazie alla tecnologia Bluetooth e di attivare un efficace sistema di monitoraggio delle ore di funzionamento dei prodotti che ha consentito di prorogare l’esposizione preservando la preziosa qualità delle incisioni. Parallelamente, l’innovativa App Smart Services di iGuzzini consente ai visitatori di ricevere direttamente sul proprio smartphone notifiche push con contenuti di approfondimento sulla mostra.