Ottaedro, un omaggio a Leonardo da Vinci

La sfida di fronte alla quale l’arredamento per il settore work si è ritrovato negli ultimi anni è quella di realizzare prodotti che seguano le tendenze del mondo moderno, di trovare un modo per tenere l’uomo al centro e allo stesso tempo far dialogare gli ambienti lavorativi con quelli domestici, seguendo la corrente dello Smart Office: la volontà è quella di esplorare nuovi scenari che assecondino la sempre più evidente convergenza tra la sfera personale e quella lavorativa, mantenendo un ufficio caratterizzato da efficacia, flessibilità, multifunzionalità e tecnologia.

Dieffebi, realtà leader nella produzione di arredamento in metallo, raccoglie questa sfida e presenta al Salone del Mobile 2019 Ottaedro, un sistema modulare di arredo dal design innovativo e funzionale, progettato dal prestigioso studio SBGA Blengini Ghirardelli.

La filosofia che ha ispirato Ottaedro ha origine dall’analisi degli spazi di lavoro contemporanei basati su modelli organizzativi sempre più flessibili, come co-working e smart-working, che chiedono perciò soluzioni ibride e personalizzate. Il progetto nasce infatti da un’alta ricerca tecnologica che risponde a necessità di efficienza e adattabilità, ma che sa appagare lo sguardo di chi vive e sceglie questi mobili.

Ottaedro è capace di crescere in lunghezza e larghezza e di adattarsi ad ogni spazio grazie ad uno snodo dalla forma unica, un ottaedro, appunto, che unisce le componenti di metallo in modo stabile, accogliendone le infinite varianti.

“Movimento, cambiamento e crescita sono le parole che ci hanno guidato in questo progetto”, spiega l’architetto e designer Giuseppe Blengini, “da qui siamo partiti pensando a una struttura minimal e pulitissima, ma allo stesso tempo in grado di dialogare con gli ambienti più accoglienti, anche con la zona living di un appartamento, senza stonature”.

La scelta dell’ottaedro, due tronchi di cono sovrapposti che generano 8 lati simmetrici, nasce da uno studio di statica e solidità, ma è anche un omaggio alle splendide illustrazioni di figure geometriche, tutte accomunate dall’idea di perfezione, realizzate da Leonardo da Vinci per il testo De Divina Proportione del matematico Luca Pacioli. Il testo scritto nel 1496 è oggi tra i tesori conservati nella Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Anche la scelta dei colori trova uno spontaneo riflesso nella tavolozza vinciana, con tinte polverose e neutre, che contribuiscono a creare un ambiente caldo, accogliente, in grado di non stancare mai lo sguardo e dialogare con ogni contesto.