Nuova luce per il Torrione di Porta Castello a Vicenza

La ristrutturazione ad opera della Fondazione Coppola con il nuovo impianto illuminotecnico con il sistema di controllo della luce gestito da Helvar.

Il Torrione di Porta Castello a Vicenza dopo 5 secoli di proprietà privata, è stato recentemente acquistato e ristrutturato dal mecenate Antonio Coppola e successivamente ceduto al comune di Vicenza. La Fondazione Coppola ne manterrà per 30 anni l’usufrutto, trasformandolo in un museo d’arte contemporanea, con mostre temporanee aperte al pubblico.

La ristrutturazione ha previsto anche un nuovo impianto illuminotecnico i cui apparecchi sono gestiti da un sistema di controllo della luce firmato Helvar, su progetto di Elettroservice S.r.l.


Tra passato e presente

Il Torrione di Porta Castello sorge nella parte occidentale di quella che era la cinta muraria di Vicenza.

La costruzione viene attribuita ad Ezzelino III da Romano, alleato dell’imperatore Federico II di Svevia e l’opera è stata eretta dopo che nel 1236 le truppe imperiali avevano conquistato e dato alle fiamme la città.

Il Torrione rimase sempre integro anche dopo la vendita nel ‘600 del cosiddetto Castello ai Valmarana e allo smantellamento delle parti residue alla fine del ‘700.

Il Torrione di Porta Castello dunque rimane un eccezionale esempio di architettura fortificata medievale che si sviluppa su 8 piani. La ristrutturazione ha previsto la disposizione di pannelli espositivi lungo l’intero corpo architettonico che grazie al sistema di illuminazione, sono stati progettati in modo da esaltare le caratteristiche architettoniche della costruzione e allo stesso tempo mantenere una presenza discreta e mimetizzata.


Il progetto espositivo ed illuminotecnico

Il progetto espositivo ed illuminotecnico, a cura dello studio UP3 architetti associati, sviluppa un percorso museale che si snoda lungo tutto il corpo architettonico: ad ogni livello sono stati previsti pannelli perimetrali dove troveranno collocazione le opere opportunamente illuminate con un sistema led a luce diffusa o puntuale secondo necessità.

Pannelli e corpi illuminanti esaltano volumi e spazi del torrione, sottolineandone le caratteristiche con presenze visive e strutturali molto leggere.

Il sistema di illuminazione permette la configurazione di diversi scenari prestabiliti e la possibilità di una loro variazione, gestibile attraverso un applicativo di ultima generazione. Il risultato ottenuto è un alto grado di flessibilità e facilità di utilizzo da parte dell’allestitore/curatore (il sistema è controllabile via smartphone o tablet).

Una particolarità non direttamente visibile del progetto è quella di essere stato generato con un software BIM (Building Information Modeling) che restituisce un modello tridimensionale complesso, integrato e dinamico, contenente tutte le informazioni che riguardano il progetto.

Il modello complesso quindi raccoglie tutte le informazioni di ciò che è contenuto nello spazio; questo vuol dire che i dati tecnico strutturali (materiali, dimensioni, tipologie) sono implementati assieme alle opere esposte in un’unica piattaforma. Sarà quindi possibile aggiornare il modello con i contenuti espositivi che andranno via via avvicendandosi, con la possibilità di interrogare il sistema per avere tutte le informazioni necessarie.

Questo modello consentirà quindi la visione di un tour virtuale e potrà eventualmente essere utilizzato per simulare gli allestimenti (per avere una preview dell’effetto finale) o rendere possibile la visita a distanza della mostra, in una sua versione virtuale molto realistica.

Un elemento distintivo del progetto illuminotecnico è un binario elettrificato a bassa tensione, dotato di conduttori dedicati al segnale di controllo DALI, installato a sospensione o a plafone nei vari piani. La scelta del binario a bassa tensione comporta dei vantaggi tanto estetici (dimensioni molto ridotte) quanto funzionali (aggancio magnetico dei corpi illuminanti al binario), e quindi estrema facilità di spostamento e riconfigurazione.

Gli apparecchi illuminanti sono di due tipi: lineare per un’illuminazione generale e dei percorsi e di tipo spot-light per l’illuminazione puntuale delle opere d’arte.

L’illuminazione lineare è realizzata attraverso una sequenza continua di corpi illuminanti LED, in modo da coprire senza soluzione di continuità l’intero binario di forma quadrangolare. Si viene in questo modo a creare una soluzione di illuminazione discreta – quasi invisibile – che si adatta armoniosamente alle geometrie dell’edificio. In prossimità dei pannelli espositivi, sul binario è installato un faretto orientabile, anch’esso di dimensioni molto compatte e dotato di speciale lente asimmetrica, che garantisce una illuminazione adeguata all’opera esposta.

Ciascuno dei 262 corpi illuminanti, sia i corpi lineari che gli spot light, sono inoltre controllabili con la tecnologia DALI, in modo che attraverso il sistema di controllo della luce Helvar sia possibile definire degli scenari luminosi in funzione delle diverse scenografie.


Il sistema di gestione della luce

Il sistema di controllo della luce Helvar è stato progettato e implementato da Elettroservice Srl, value added reseller di Helvar per l’Italia, riconosciuta come azienda leader nella progettazione, distribuzione e messa in servizio di sistemi di controllo per l’illuminazione.

Una caratteristica del sistema Helvar è stata quella di sfruttare pienamente le possibilità date dal protocollo DALI, definendo un gruppo di controllo per ciascun corpo illuminante e fino a 128 scene luminose per ciascun gruppo. Questo livello di flessibilità garantisce di poter soddisfare anche le esigenze più stringenti ed avanzate della committenza.

L’illuminazione lineare può pertanto essere dimmerata a diversi livelli o accesa e spenta selettivamente, in funzione del tipo di evento o necessità. Il livello luminoso dei faretti spot light può essere impostato tra 0% e 100% con granularità di 0.1%, in modo da adattare sempre nel modo migliore l’intensità luminosa al nuovo allestimento.

In ambito museale le mostre temporanee si susseguono e con esse mutano anche le esigenze di controllo dell’illuminazione. Un requisito chiave del progetto è la possibilità di modificare in modo semplice ma dettagliato gli scenari e di renderne possibile la definizione di nuovi attraverso la intuitiva interfaccia software Helvar Designer.

Una volta definiti gli scenari luminosi, essi sono richiamabili da pulsantiere Helvar 939, che offrono la possibilità di riportare il nome dello scenario a fianco di ciascun pulsante, oltre a disporre della retroilluminazione di feedback sullo scenario attualmente impostato. Gli stessi scenari sono inoltre richiamabili da smartphone o Tablet, attraverso la rete wi-fi presente nel Torrione.