IoT in ufficio: opportunità e nuovi modelli di business per l’arredo.

Un convegno Assufficio per parlare di IoT negli uffici italiani

Assufficio ha scelto lo scherzoso titolo “Workplace: IoT is the new black!” per parlare delle potenzialità e delle opportunità offerte dall’Internet of Things per il settore dell’arredo ufficio e collettività.
L’assemblea generale dei soci -svoltasi lo scorso luglio nel Palazzo di Varignana Resort nella campagna bolognese- è stata l’occasione per approfondire questo tema in un seminario aperto al pubblico.

In apertura dell’incontro il presidente Gianfranco Marinelli ha sottolineato l’importanza di guardare verso tecnologie e approcci costantemente innovativi.  Anche se da tempo si sente parlare delle applicazioni IoT in vari ambiti, questo approccio è poco diffuso nel workplace.

Il responsabile di Assufficio e moderatore dell’incontro Luca Trippetti ha proseguito presentando il quadro del mercato internazionale dell’IoT, che vede Italia e Spagna fortemente arretrati rispetto agli altri Paesi. Oltre a illustrare dello stato dell’arte, ha rivolto lo sguardo anche al futuro con l’evoluzione dell’In-Ting Purchase.

Hanno poi preso la parola gli speaker che hanno affrontato il tema IoT sotto diversi punti di vista.

Michele Aruanno, architetto e Fondatore di gtp-Gruppo Thema Progetti, ha sottolineato quanto ancora si possa fare nel settore ufficio per trasformare il workplace in uno strumento di comunicazione che rifletta l’immagine del cliente.
Aruanno esorta a non lasciarsi esaltare solo dal mondo tecnologico, ma cercare di trovare un equilibrio tra umanesimo e tecnologia; un ritmo comune tra la velocità dello sviluppo tecnologico e il cambiamento culturale che inevitabilmente ha un’evoluzione più lenta. Dopo questa premessa dichiara senza dubbi che IoT è una necessità sia per i progettisti che per i produttori perché il solo design fatto di forme, colori e materiali non basta più per battere la concorrenza.

IoT deve essere inteso come “Internet dei servizi”, più che “Internet delle cose” e legato a un nuovo modello di business che va oltre software e hardware: serve un cambio di mentalità!

E’ emblematico è che Rolls Royce abbia smesso di vendere motori per aerei per vendere ore di volo… se volessimo fare un  parallelo nell’ufficio, sarebbe come non vendere più scrivanie e sedie ma vendere ore di servizi per le persone che lavorano.

Sono stati citati vari esempi nel settore fashion e automotive. I produttori di “cose concrete” devono stare molto attenti a come evolvono le situazioni in altri settori! incita Aruanno, che cita una voce di capitolato redatta dallo “studio gtp” con l’obiettivo di colmare un vuoto in questo ambito e che è stata adottata da diverse grandi aziende oltre che dalla Regione Piemonte.

Si parla tanto di smart city, smart building e smart home ma facciamo fatica a parlare di smart furniture,  perché accade questo, nonostante in Italia ci siano delle vere eccellenze? L’augurio conclusivo è che insieme si possa immaginare un mondo che renda possibile l’impossibile.

Tommaso Mosconi (General Manager IoT Solutions) approfondisce il percorso iniziato da Tecno nel 2012 e i suoi più recenti sviluppi.
“Abbiamo iniziato dalla cosa più difficile!” ironizza Mosconi: “sviluppare l’idea che una persona potesse ‘costruire’ il suo ambiente ideale attraverso la sua postazione di lavoro, una scrivania che doveva integrare sensori per conoscere tutte le sue preferenze. Alla fine del progetto ci siamo resi conto che un sensore che non sia parte di un sistema ha poco valore poiché non permette di integrare e di elaborare i dati rilevati. Rafforzata da questa esperienza, la ricerca è però proseguita fino ad arrivare allo sviluppo di un software integrato con lo smart building che rende l’ambiente adattabile alle esigenze dell’utente (prenotazioni ambienti, conference, illuminazione, condizionamento, ecc.) e in grado di colloquiare con i protocolli di comunicazione per il controllo dell’energia e degli accessi, ma soprattutto un software che ha la capacità di integrarsi in modo aperto con tutti gli altri sistemi dell’edificio.”

La digitalizzazione degli spazi e il concetto di “spazio come servizio” si rivela come nuova opportunità di business e di ottimizzazione degli spazi non utilizzati anche in situazione come hotel o coworking. Non va dimenticato che oltre alle grandi società di coworking, ne esistono oltre 1500 che fanno parte di reti non organizzate e hanno grosse difficoltà nel gestirli. Per questi spazi sarebbe utile rilevare dati e renderli pubblici attraverso una piattaforma per gestire il servizio di prenotazione o amministrativo; una sorta di Airbnb per gli uffici in formula sharing. 

Spunti di applicazioni di IoT in altri settori sono offerti anche da Marco De Luca, CEO di Abirk. Al di là delle etichette, IoT non esprime niente di nuovo: vuol dire semplicemente qualcosa che mette in interconnessione devices per raccogliere dati.

De Luca apre un interessante scenario sulle analoghe applicazioni ipotizzabili nel settore dell’arredo pensando alla integrazione di nuove funzionalità, alla manutenzione o alla prevenzione dei guasti

I vantaggi di un arredo smart riguardano anche le statistiche di uso (quanto spostano scrivania, altezza del piano di lavoro, come la usano, ecc.) dati che possono essere profilati per definire i gusti dell’utente e utilizzati anche a scopo marketing. Inoltre, le rilevazioni dei dati permettono di migliorare il prodotto, per esempio integrando nuove funzioni che magari l’utente si “progetta” da solo unendo più funzioni. Altro vantaggio importante è la gestione della garanzia. Il produttore può verificare tutto: chi ha trasportato, la durata e gestione delle garanzie, ma anche il rispetto delle norme di uso perché può verificare se il prodotto è stato utilizzato nel modo corretto. Offrire un servizio intelligente significa anche poter dire al cliente se qualcosa si sta rompendo prima che si rompa. Questo ha sicuramente un forte impatto sulla fidelizzazione.


Un territorio tutto da esplorare, dunque, quello dell’Internet delle cose e dei servizi, con possibilità affascinanti, ma anche con una certezza: per il produttore di arredi, l’IoT crea nuove opportunità ma anche nuove responsabilità!

Fonte: Assufficio